Considerazioni sulla realtà delle cose.

Ho fatto un sogno:

Percepivo la realtà in maniera completamente differente, ogni cosa era diversa. Ma sapevo benissimo di cosa si trattava.

Come se l’intero mondo che conosciamo a menadito, la realtà in cui ci troviamo tutti i giorni non sia altro che una delle possibili e infinite possibilità di percepirla. È difficile da spiegare. Come spiegare la musica, il colore o il sapore. Una cosa straordinaria. Come se non vedessi più con gli occhi. Non percepivo gli oggetti, le persone normalmente. Le sentivo. Nella rappresentazione di tutti i giorni. In un modo completamente nuovo, ma dentro sentivo cos’era. Sapevo cosa sentivo. Come sai che quella che vedi di fronte a te è una persona e non un altra.

Come se tutta la realtà che vediamo non sia altro che una convenzione. Ed esistano miriade infinite di altre realtà, proprio intorno a noi. Noi stessi siamo infinite realtà. Possiamo percepirci in miriade di maniere differenti.

La realtà… tutto ciò che ci circonda. Noi lo analizziamo con degli schemi, delle convenzioni, come la matematica, il linguaggio, le forme geometriche. Tutto ciò ci aiuta a comprendere ciò che ci circonda, ci aiuta a dargli un ordine. Così che poi possiamo utilizzarlo, sviluppandoci, avanzando, creando.

Ma abbiamo dimenticato che le convenzioni non sono la realtà, sono lo schema. La realtà è sfuggevole, sfaccettata. Non ha regole, è un fiume in corsa, mutevole. Non è statica. Non è ordinata. Non è geometrica.

È tutto e niente.

E noi stessi siamo così. Non siamo tanti quadrati definiti e costruiti da piccoli mattoncini. Siamo energia che muta. In movimento. Cangiante. Che mai si ferma.

È questo l’errore. Cercare di inscatolare anche noi stessi.

Credo che l’unica maniera per comprendere noi stessi e anche la realtà è aprire questi quadrati che ci infiliamo addosso. Lasciare scorrere il flusso liberamente. Fargli toccare tutto.

Credo che anche la nostra limitazione più grande sia il linguaggio. Il solo fatto che la maggior parte della nostra vita pensiamo con le parole ci limita. Ci limita a vivere secondo un solo schema e una sola convenzione. Ogni lingua è limitata. Ha le sue peculiarità, i suoi vantaggi e i suoi limiti. Non riuscirà mai ad abbracciare l’intera gamma della realtà, delle emozioni, della vita. Perché la lingua stessa è una convenzione.

Probabilmente conoscere più lingue aumenta la nostra capacità di vedere sfaccettature della realtà. Ma non potrà mai comprenderla tutta. Forse per questo motivo continuiamo a sentirci insoddisfatti a ricercare teorie e filosofie per comprendere quello che… non si può comprendere con la ragione.

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