Madre perdona mi vida loca…

Sembrerà strano ma…

Ecco mi trovavo in una grande palestra e non era un sogno, per quanto viva dentro uno di essi costantemente. Mi trovavo in una grande palestra che in realtà è un locale e vidi una ragazza che mi ricordava qualcuno.

Siccome questa città è piccola, la rincontrai, e iniziai a parlarci, mi raccontò che stava studiando qui a Lisbona. Poi notai che portava al collo una collana con una piccola conchiglia e lì per lì non ci pensai molto. La serata continuò, finimmo in altri locali, incontrammo altre persone e andai a dormire molto tardi come di consueto. Dormii molto, tante ore e sognai tanto. Mi svegliai con uno strano presentimento. Mi misi a cercare il portafoglio e a quel punto incontrai la lettera che mi aveva spedito mia madre. Ci sentivamo per posta più che altro e solo una volta al mese facevo una chiamata col telefono della padrona di casa a carico del destinatario. Perché era molto dispendioso chiaramente. Ed ecco che avevo la lettera tra le mani e mi venne un flash pauroso del sogno, avevo sognato mia madre che aveva al collo la stessa collana di quella ragazza. Però non ricordavo chiaramente se mia madre la avesse mai avuta o no. Ma dentro avevo la fortissima sensazione che l’immagine di mia madre con la collana fosse un ricordo e non frutto della mia mente. Mentre pensavo mi resi conto che la ragazza assomigliava vagamente a lei, era lei che mi ricordava, ma non nell’aspetto fisico, mia madre è bionda e lei era mora, ma in alcune movenze, non so di preciso, come si poneva nello spazio. E anche mia madre studiò qua a Lisbona. Ma diavolo, pensai, anche io sto studiando a Lisbona, non significa nulla.

Passarono i giorni e mi passò tutto di mente. Poi mentre parlavo con Alvaro di ragazze, venne fuori lei. Iniziò a raccontarmi cosa sapeva di lei, che stava qui da un anno ormai, studiava economia aziendale, e che sembrava molto simpatica. Ero sconvolto. Mi madre aveva studiato economia aziendale. Gli chiesi se la conosceva bene e se potesse dirmi un po’ che carattere avesse. Quello che descrisse sembrava sputato il ritratto di mia madre. Qualcosa di assurdo iniziò a delinearsi nella mia mente. Non è possibile mi dicevo, è frutto della mia immaginazione.

Poteva essere veramente mia madre?

Inizia a fare sogni sempre più strani, ma facevo fatica a ricordarmeli, quindi decisi di cercare di scrivermi tutto quello che potevo appena sveglio.

La ragazza intanto era come scomparsa, non riuscivo più incontrarla. E volevo con tutte le mie forze rivederla, dovevo saperne di più su di lei. Quindi iniziai a chiedere informazioni su di lei a chiunque dicesse di conoscerla. Tutte le notizie nuove che ricavavo si adattavano perfettamente al profilo di mia madre a quell’età. Più andavo avanti più saliva l’inquietudine. Iniziò a divenire quasi un’ossessione, ci pensavo continuamente e un pomeriggio mi misi a scrivere tutto ciò che avevo raccolto sulla ragazza e ciò che sapevo di mia madre. Tutto coincideva. Solo che… mia madre all’inizio del suo secondo anno aveva lasciato gli studi per tornarsene in Italia… e lì aveva conosciuto mio padre. Del motivo perché avesse lasciato tutto non ne avevo idea.

Questi pensieri mi assillavano e mi inquietavano, tanto più che continuavo a fare sogni strani, appuntandoli riuscivo a vederli chiaramente e ed erano sempre sogni che ritraevano me in situazioni passate, in Italia e a casa, con i miei amici, con la mia famiglia. Ma dentro una società strana, circondato da oggetti mai visti, quasi impossibili da descrivere.

Casualmente lessi un articolo scientifico riguardante le distorsioni del tempo. Alcuni scienziati avevano teorizzato che potessero aprirsi dei varchi temporali e che, attraverso un movimento fisico di regresso o avanzamento, si potesse essere trasportati rispettivamente nel passato o nel futuro. Questa teoria era stata elaborata in base ai racconti di alcune persone che asserivano di aver avuto questa esperienza. Il viaggio nel tempo pareva fosse avvenuto mentre prendevano un treno, una nave, o più spesso, un aereo. E dicevano che ovviamente non si rendevano conto di aver cambiato tempo, e nei loro ricordi tutto corrispondeva all’epoca in cui ci troviamo ora.

Ma avevano iniziato a fare sogni strani.

Alzai gli occhi dalla rivista con i capelli dritti. Corsi a vedere il calendario appeso in cucina, 1978. Ovvio, l’anno è questo, cazzo! Quando ho preso l’aereo per Lisbona due mesi fa era il 1978 ugualmente, non il duemila non so che, non è possibile… però io dal’ Italia ho fatto un viaggio all’indietro, quindi potrebbe essere… ma santo dio! Dietro rispetto a che?!

Sembrava impossibile ma il mio istinto prendeva a calci la ragione. Qualcosa dentro di me non mi faceva vivere tranquillo. Mi informai rispetto questi studi. Andai alla biblioteca dell’università e riuscì a trovare articoli più precisi in alcune pubblicazioni.

Parlavano di questi presunti viaggiatori del tempo. Erano molti e con le situazioni più disparate, però su alcuni punti tutti coincidevano perfettamente. Facevano frequentemente sogni di se stessi e del loro passato in una società estranea e mai vista. Affermavamo che fossero i loro veri ricordi della loro epoca originale. Inoltre erano convinti di essere giunti lì per compiere una missione. Addirittura si annotava di un tipo che affermava di aver impedito la seconda guerra mondiale! La seconda guerra mondiale, roba da libri di fantascienza di serie z…

Mentre tornavo a casa ero ormai certo di ciò che avevo intuito.

Il mio viaggio in aereo a Lisbona si era trovato in una distorsione spaziale, ed ora ero lì, a Lisbona, nello stesso anno in cui si trovava mi madre. Non ricordavo minimamente di provenire da un’altra epoca, ma i miei sogni mi stavano suggerendo che sì, venivo dal futuro. E la mia missione, ne ero certo, era far tornare mia madre in Italia, per far sì che incontrasse mio padre e, sopratutto, perché io nascessi. Per questo non ho mai saputo il motivo per cui mia madre era tornata in Italia. Il motivo lo creai io stesso e lo dovrò creare ora.

Mi addormentai felice e orgoglioso della mia missione.

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